La bellezza esiste nella mente di chi la contempla    (David Hume, 1711-1776)  
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Luoghi di lavoro, luoghi di strada, luoghi di gioco, luoghi di interesse, luoghi di casa, luoghi di vita vissuta, luoghi dell'universo, luoghi immaginati, persino i luoghi del nostro corpo: sono tutti luoghi della nostra esistenza, belli o brutti, graditi o non graditi che siano, i posti in cui la nostra fisicità, relazionandosi con il mondo, si dimensiona e diviene reale. Ma nessuna dimensione sarebbe tale se non trovasse dimora nella nostra mente, luogo privilegiato nel quale tutto è processato, elaborato, immagazzinato, sviluppato, restituito, a volte anche ignorato; luogo dove ogni parte del tutto assume una propria identità, disperdendosi e ritrovandosi in mille e mille luoghi diversi.
Lo smarrimento, la confusione dei luoghi dà origine a quella che, con una parola, è definita la patologia psichiatrica, benchè essa stessa riconosca molteplici facce, ognuna delle quali può presentare numerosi volti, generando, da un apparente unico corso,una miriade quasi infinita di rigagnoli, condizionata com'è dallo sviluppo di personalità che contraddistingue e rende unico ogni uomo ed ogni donna.
"Luoghi della Mente" rappresenta un tentativo di dare una lettura semplice ed esemplificativa della enorme complessità di questo labirinto, che, già di per sè così difficilmente decifrabile, può renderci dispersi al primo errore di percorso.
Attraverso l'"Io Sono..." ci troviamo di fronte alla presunta condizione di benessere psichico, tale anche in quanto coerente con le convenzioni umane. Ci piace definire questa condizione come "presunta" non per una sorta di panpatologizzazione, ma piuttosto perchè alcuni aspetti patologici latenti del pensare o dell'agire spesso vengono misconosciuti.
Il "Dove Sono?" è il luogo in cui la Mente non è, e la sua vacuità rende la sofferenza profonda ed infinita, perchè, quando non riconosciamo più ciò che è intorno a noi o lo riconosciamo come ostile, allora tutto è spavento e terrore.
Infine ci si può chiedere: "Dove Ero?". E' questo il punto di non ritorno, quando la Mente, pur nel suo luogo, ha perso ogni riferimento a causa del proprio sfacelo. E così la vacuità non coincide con l'allontanamento della Mente, bensì con il suo dissolvimento.

                Benvenuti nei Luoghi della Mente.